

Ogni tanto passavo di qui, sul mio blog, per rileggere post datati e vedere se qualcuno avesse, per caso, lasciato un commento, o anche solo un insulto per le stupidaggini scritte o per il mio assenteismo. Non avendo trovato niente, ed essendosi questo blog fermato nel tempo ad un anno fa, ho ben pensato di chiuderlo, ma non ricordavo né username, né password. Ebbene, oggi è il giorno fatidico, gente! Oggi, in Svizzera, l'accensione di un abnorme acceleratore di particelle inizierà a ricreare le condizioni immediatamente post-Big Bang, e io ritrovo username e password. E, da oggi in poi, il marchingegno potrebbe iniziare a bucare l'universo e risucchiare il tutto, e io potrei chiudere la baracca e cancellare idealmente un passato davvero passato...oppure tornare a scrivere qui.

In piedi con Verdi: questo è già un buon inizio.
Che sia questo un anno di passione! Stando a ciò e a chi vedo in giro, necessita.
Come si può vedere non la smetto mai di travestirmi da stregone per il primo dell'anno!
Auguri a tutti.
*RoBy*
La morte è l'unico parametro di uguaglianza fra gli uomini. E spesso non trovo giusto neanche questo.
*RoBy*
"Habet te quaedam funesta pestis animi, quem accidiam moderni, veteres egritudinem dixerunt".
Petrarca, "Secretum", II
Ci sono tante cose che potrei fare durante una giornata.
Ad esempio, potrei leggere un buon libro, studiare in vista del nuovo anno universitario, andare a spasso per Roma a visitare antichi monumenti, suonare il pianoforte, fare sport, telefonare a qualche amico ex-compagno di classe per sentire come sta...
Eh sì, potrei.
Magari domani.
*Roby*
La poesia della vita che si schianta sul muro della realtà, che è vita anche quella.
"L'ideale che sottentra al reale" e viene sconfitto dalla caduce carnalità umana.
"Autumn in New York" è aggrapparsi fin con le unghie alla speranza...del tutto.
*Roby*
Io mi ricordo un giubbetto jeans, un paio di pantaloni bianchi e un sorriso metallico che sa di pubertà;
mi ricordo tanti ragazzi, tanta curiosità, tanta soggezione;
mi ricordo un portone, delle scale e dei corridoi;
mi ricordo l’ansia, la delusione, la gioia, la soddisfazione;
mi ricordo strigliate, battute goffe, risate a crepapelle;
mi ricordo litigate, abbracci, saluti, lacrime;
mi ricordo il distacco da persone importanti;
mi ricordo telefonate interminabili dopo pranzo;
mi ricordo un autobus che si faceva desiderare e una stazione salva-lezione;
mi ricordo la stessa gente e una strada rilassante e solitaria;
mi ricordo dibattiti, interrogazioni, compiti in classe…e un blog agguerrito "sparso" per la rete;
mi ricordo un collettivo di classe significativo;
mi ricordo una classe vuota e delle finestre;
mi ricordo un ruolo da rappresentante svolto di nascosto;
mi ricordo un corso di greco molto piacevole;
mi ricordo la tristezza, la malinconia, la solitudine di giorni di studio matto;
mi ricordo una canzone odiata e amata allo stesso tempo;
mi ricordo l’esito di un esame ancora non concluso.
*Roby*